Nuovo in libreria 

Questo e' il mio ultimo libro "il Divorzio e la separazione" storia,leggi,personaggi

hanno caratterizzato importanti motivi per mettere nero su bianco tutte le fasi e i procedimenti di separazione e divorzi di persone comuni e personaggi illustri della cronaca mondana.
Motivi per divorziare sì, ma anche Motivi per non farlo...In una società sempre più frenetica che avvolte può lasciare il vuoto nel cuore

di uno\a e il portafoglio pieno a dell'altro! 
lo potete trovare presso le librerie Lovat e altre librerie nella provincia di Treviso.

L'informazione e la conoscenza fa sempre la differenza! Fabio Capraro.

IL DIVORZIO E LA SEPARAZIONE

Un libro che tratta di  un tema sociale caldissimo che tocca in modo determinante i destini di milioni di famiglie italiane e che riguarda un po' tutti, ricchi e poveri, uomini e donne e - di riflesso - anche i bambini.

Parliamo della separazione e del divorzio, il tema dell'ultimo libro firmato da Maurizio Cerruti, giornalista, e da Fabio Capraro, avvocato.

Questo terzo volume realizzato dai nostri autori, dopo "La diffamazione a mezzo stampa" e dopo "L'eredità e il testamento", si intitola appunto "Divorzio e separazione: storia, leggi e personaggi".

La formula, ormai collaudata, è quella di affiancare una parte che illustra l'evoluzione storica e sociale del fenomeno, con un'ampia aneddotica: personaggi famosi italiani e stranieri, come attori, politici, industriali, e casi singolari ed eclatanti dell'attualità e del passato.
La seconda parte analizza gli aspetti giuridici, illustrandoli con uno stile divulgativo, diretto e di facile lettura per tutti. Non mancano una sezione dedicata alle domande più frequenti e un'altra che riassume i punti chiave della legislazione in materia.

E' un libro insomma che unisce il piacere della lettura al gusto dell'approfondimento e della conoscenza su un tema - separazione e divorzio, appunto - che interessa un po' tutti. E che è diventato di ancor più stringente attualità per via delle novità normative come il "divorzio breve" e a causa dell'evoluzione socioculturale: vedi le "coppie di fatto" o "le nozze omosex".

 

DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA

Una curiosa e simpatica lettura basata su fatti accaduti realmente..

Alcune curiosità' del libro:

Il cane di Clinton

 

L'uomo di potere deve attentamente soppesare se gli convenga agire per vie legali di fronte ad eventuali offese (quando si ha l'acqua alla gola, recita un proverbio, non agitarsi per non fare onde) al comune cittadino può capitare di trovarsi nel dilemma opposto: sfidare un potente che l'ha involontariamente offeso, oppure no? Quando Bill Clinton era ancora presidente fra i tanti guai giudiziari che gli piovvero addosso - denunce per molestie sessuali, Sexgate con protagonista la stagista Monica Lewinsky, scandalo dell'immobiliare Whitewater quale ex governatore dell'Arkansas - ce ne fu uno del tutto inedito per un inquilino della Casa Bianca. Un cittadino di nome Abdel Hamid Buddy, avvocato quarantenne di origine egiziana, nel 1999, citò Clinton in giudizio per diffamazione. Motivo: il presidente aveva chiamato "Buddy" il cane che aveva comprato e che si era portato alla Casa Bianca per fare compagnia al gatto di casa, "Socks".

 

«Io e la mia famiglia siamo diventati lo zimbello del vicinato a causa dell'omonimia con il cane dei Clinton. Il presidente degli Stati Uniti d'America avrebbe dovuto accertarsi per tempo se il nome che intendeva dare al cane apparteneva già a dei cittadini degli Stati Uniti», osservò Buddy nella memoria presentata in tribunale. I giudici però gli diedero torto. A Clinton, conclusero, non può essere data la colpa di aver scelto per il cane un nome abbastanza diffuso in America (Buddy vuol dire amico) tantopiù che fra il querelante e il querelato non esisteva alcun legame .

 

Capita ancor oggi, e non solo nelle cittadine di provincia, che fidanzati "piantati in asso", per vendicarsi, tappezzino le vie del paese con fotomontaggi fotografici e scritte che danno inequivocabilmente della "poco di buono" alla loro ex. E per questo sfogo di gelosia, finiscono denunciati per diffamazione a mezzo stampa.

 

Una versione più sofisticata di "messa alla gogna" sta prendendo piede: quella di usare come luogo di pubblicazione la rete internet, con una diffusione planetaria della vendetta. A volte il diffamatore, se è esperto di computer, può farla franca. Altre volte viene individuato e sono dolori. È ciò che è capitato ad un giovanotto pugliese, querelato dalla sua "ex" per diffamazione "elettronica". La denuncia risale al 4 febbraio 1998; è invece del maggio 2003 la condanna, con il riconoscimento di una provvisionale di 5 mila euro, per danni, alla parte lesa.

 

Ecco il fatto: il giovane crea in un sito Internet una pagina Web porno - una "linea bollente" di erotismo a viva voce - con nome, cognome e telefono cellulare della ex fidanzata. In pochi giorni, sul numero della ragazza piovono decine di telefonate, giorno e notte. L'ondata di molestie insospettisce la giovane, che presto scopre di essere finita "on line" a propria insaputa. Con l'aiuto di amici esperti di informatica visiona alcuni siti dove ritrova i messaggi che rimandano al suo nome e numero telefonico.

 

Dalle indagini emerge la responsabilità dell'ex fidanzato: il giovane, sentenzia il tribunale di Molfetta il maggio 2003, è colpevole e nel condannarlo sottolinea che Internet e i siti web sono strumenti di comunicazione di notevole vastità e grado di diffusione, visto che hanno il mondo intero come platea. E questo dà particolare rilevanza al reato commesso. Casi del genere sono sempre più frequenti.

 

A Rovigo le cronache locali riferiscono di un commerciante cinquantenne che dopo aver scoperto che sua moglie ha una relazione con un imbianchino suo coetaneo ha creato una pagina web con la foto del fedifrago e una didascalia che invita "soli uomini" a rapporti sessuali con tanto di e-mail e di numeri telefonici.

 

Subissato da fastidiose profferte omosessuali, l'artigiano si rivolge alla polizia postale che scopre sia l'autore, sia il boccaccesco movente. Ne consegue una denuncia per diffamazione, ingiurie, molestie e intrusione abusiva nel sistema informatico.

 

Altro caso: a Milazzo, un'avvenente studentessa 24enne, R.T. bersaglio di uno stupido scherzo o di una vendetta, riceve oltre 60 telefonate di persone che le chiedono prestazioni sessuali "bisex": fra costoro anche una casalinga di 60 anni, un dirigente d'azienda di 55 anni, un impiegato comunale di 48 anni e un bel po' di studenti fra i 20 ed i 30 anni. Foto e numeri di casa e del cellulare della ragazza sono inseriti in una chat line erotica con l'indicazione: «Bisex in cerca di emozioni forti».

 

 

I carabinieri individuano 24 persone che nell'arco di otto mesi hanno tempestato di chiamate il numero della giovane, tutte denunciate alla Procura di Barcellona (sostituto procuratore Rosanna Casabona) per molestie telefoniche nell'aprile 2004. Una denuncia per vari reati fra cui diffamazione aggravata, viene sporta contro ignoti.

Il cittadino italiano non può lasciare alle persone più care

(o al proprio amato animale) tutti i suoi beni.

Infatti il nostro codice civile a tutela dei familiari, vincola una parte del patrimonio di un soggetto a loro favore.

In termini giuridici si parla di patrimonio disponibile, con riferimento a quella parte del patrimonio che ciascuno di noi potrà lasciare a chi vuole.

La motivazione a tale legge va ricercata nella storia del nostro paese (e in realtà di molti stati d’Europa) e trova la sua giustificazione nel fatto che nell’epoca romana e poi nel medioevo il pater familias mirava a privilegiare il primogenito maschio, lasciando a costui quasi tutto il patrimonio che aveva a sua volta ereditato dal padre al fine di conservare la “ricchezza” della dinastia.

Di contro gli altri figli e soprattutto le figlie erano sacrificati.

Le figlie in particolare o erano date in spose o prendevano la via del convento.

A questo punto il cittadino italiano è consapevole che alla sua morte il suo patrimonio sarà ripartito fra i familiari (genitore, coniuge, figli) e solo qualora volesse lasciare quella parte dei beni non vincolati per legge, dovrà necessariamente redarre un testamento.

Per la precisione va detto che la quota vincolata per legge a favore dei familiari varia a seconda del numero degli stessi.

Così, solo per fare dei semplici esempi, se una persona lascia solo i figli (essendo defunto il coniuge o divorziato), la quota vincolata sarà la metà del patrimonio se il figlio è uno solo, due terzi invece del patrimonio se i figli sono due o più.

Se invece il defunto non ha figli, metà del suo patrimonio andrà al coniuge e un quarto ai suoi genitori.

Tale normativa è rigida e non è dato aggirarla ricorrendo a donazioni in vita.

Infatti un domani gli eredi, qualora ritenessero che la loro quota legittima è stata intaccata potrebbero richiedere in restituzione il bene o i beni donati.

Per tale motivo è difficile vendere un immobile ricevuto in donazione o accendere su di esso un mutuo.

 

Infatti né i futuri acquirenti né gli istituti di credito accettano il rischio di essere citati in Tribunale un domani dagli eredi.

DOVERI E DIRITTI:

PER LA SECONDA VOLTA GLI AUTORI  SI CONFRONTANO SU UN TEMA SCOTTANTE DELLA NOSTRA SOCIETA’ :                                      L’EREDITA’

APPARENTEMENTE ALCUN FILO CONDUTTORE LEGA L’ATTUALE TEMA TRATTATO A QUELLO PRECEDENTE , CHE VA RICORDATO ERA QUELLO DELLA DIFFAMAZIONE

IN REALTA’ C’E’ UN QUALCHE COSA  DI SOTTILE CHE UNISCE LE  TEMATICHE DEI DUE LIBRI ED E’ SOSTANZIALMENTE L’EGOISMO E L’ INVIDIA , SENTIMENTI NEGATIVI PROPRI DELL’ESSERE UMANO.

ATTORNO A QUESTI DUE SENTIMENTI , DEI QUALI IN REALTÀ’ NESSUNO PUÒ’ DIRSI VERAMENTE IMMUNE , RUOTANO VICENDE CHE HANNO VISTO UNA PERSONA AGGREDIRE L’ONORE DI UN SUO SIMILE , SIA QUELLE CHE HANNO COINVOLTO NUMEROSE FAMIGLIE CHE SI SONO DILANIATE PER LA SPARTIZIONE DI RILEVANTI  PATRIMONI EREDITARI

IL VECCHIO DETTO HOMO HOMINI LUPUS , APPARE SEMPRE PIÙ’ DI UNA ATTUALITÀ’ DEVASTANTE.

LA NOSTRA SOCIETÀ INFATTI SI DIMOSTRA PALESEMENTE ED IRREVERSIBILMENTE ISPIRARSI AL PRINCIPIO DI CANNIBALISMO SOPRA DETTO E , SENZA VOLER ECCEDERE IN UN PESSIMISMO DI MANIERA , SI PUÒ’ TRANQUILLAMENTE AFFERMARE CHE ALLO STATO NON SI VEDONO MOTIVI DI SPERANZA DIETRO L’ANGOLO D’ALTRO LATO VALE SEMPRE IL DETTO CHE FINCHÉ’ C’E’ VITA C’E’ SPERANZA, E PERTANTO  NON DISPERIAMO CHE MAGARI  L’UOMO PRIMA O POI SI RAVVEDA .

 

GLI AUTORI COMUNQUE CONFIDANO QUANTOMENO A  FORNIRE DELLE INFORMAZIONI    UTILI  FORNENDO ESEMPI SIMPATICI DA "STARS" E INFORMAZIONI GIURIDICHE DI ALTO LIVELLO

Il libro affronta la tematica afferente al problema della eredità, e le innumerevoli norme predisposte dal nostro ordinamento in materia.

Lungi dal voler risultare una esauriente e completa analisi del Diritto successorio in Italia, questo libro vuole solo essere uno strumento per incuriosire il lettore e cercare di informarlo in merito ad un problema, che in definitiva interessa e coinvolge un po’ tutti noi.

Infatti, il sapere come fare a lasciare a Caio invece che a Sempronio i nostri averi, o, diversamente, il conoscere come poter premiare Tizio rispetto a Caio, alla nostra morte, è un problema che coinvolge un po’ tutti.

Il libro si articola sostanzialmente in tre parti: una aneddotica, dove gli autori riportano i casi più eclatanti di lasciti ereditari “estremi” (Agnelli, Falck, Pavarotti…), o che hanno interessato personaggi di chiara fama; una parte invece, necessariamente un po’ meno “brillante”, dove gli autori spiegano a grandi linee la normativa vigente; ed infine una parte dedicata alle varie forme di eredità vissute nella storia.

Se è vero che un testamento “allunga la vita”, come asserisce il notaio milanese Marco Girondelli, già celebre tennista, nel piccolo gli autori insegnano al lettore come poter disporre in vita delle proprie sostanze, evitando, alla morte, che qualcuno degli esclusi possa impugnare il testamento e portare a scontri legali aspri, violenti e a volte anche distruttivi.

Una speranza che gli autori confidano si realizzi.

....per informazioni contattateci 

 

Fabio Capraro
Avvocato.
Collabora con riviste di diritto e commenta
fatti di costume su quotidiani locali.
Casi giudiziari e battaglie civili lo
hanno portato sulle televisioni locali e
nazionali, ospite di popolari trasmissioni
di costume. Tra queste, la legittimità
di alcoltest e autovelox, la difesa degli
animali, la tutela dei minori, i diritti dei
reduci e degli invalidi.