Lo Studio Legale Capraro svolge attività di  assistenza e consulenza  legale per risolvere al meglio controversie e diritti

Il pignoramento finisce dopo 3 aste

La riforma delle processo esecutivo incide anche sulle aste pubbliche. Nello specifico viene previsto che, se la casa non viene venduta dopo il 3^ tentativo di ribasso, la procedura esecutiva si chiude e il bene ritorna nella disponibilità del proprietario. Diventa quindi più facile liberare l’immobile del debitore dal pignoramento e dall’ipoteca. Da un lato quindi si mira ad evitare il rischio di un deprezzamento dell’immobile per via del ribasso della base d’asta, dall’altro lato si stabilisce un tempo massimo di 6 mesi dell’iter della procedura. L’asta, deve essere svolta con modalità telematica, sempre che non sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori. Il dl modifica anche l'art. 532, 2^ comma, c.p.c e stabilisce inoltre che al 3^ tentativo di vendita andato deserto e in assenza di istanze di assegnazione, il giudice può stabilire un prezzo base inferiore al precedente fino al limite della metà. Viene inoltre disposto che gli interessati all’asta che vogliono presentare un’offerta di acquisto hanno il diritto di esaminare i beni in vendita entro 7 giorni dalla richiesta. Tale richiesta deve essere inoltrata con il portale delle vendite pubbliche. Il bene pignorato potrà essere assegnato dal debitore a favore di un terzo da nominare. E’ prevista anche la possibilità da parte dei professionisti delegati e dei giudici dell’esecuzione di effettuare distribuzioni anche parziali delle somme ricavate dall’esecuzione immobiliare, per ridurre i tempi tecnici. Il professionista delegato alla vendita deve stilare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro 10 giorni dall’ordinanza di vendita e poi rapporti periodici ogni 6 mesi.

Immediata esecutività del decreto ingiuntivo

Il dl sulle banche ha introdotto inoltre ‘ex novo’ l’art. 590-bis c.p.c. che dispone l’obbligo del creditore assegnatario di un bene immobile di dichiarare in cancelleria, entro 5 giorni dalla pronuncia del provvedimento di assegnazione in udienza o dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito il bene stesso. In assenza di tale dichiarazione, il trasferimento è fatto a favore del creditore. La riforma infine prevede, modificando l’articolo 648, 1^ comma, c.p.c. l’immediata esecutività del dl per le somme non contestate, anche se è in corso il giudizio di opposizione. Il decreto obbliga il giudice a concedere la provvisoria esecutività, anche se il debitore contesti un credito solo parzialmente, sulla parte non contestata.

 

 

EQUITALIA..Condono delle cartelle : come fuziona?
La prossima legge di stabilità 2017
prevede fra le molte novità, anche quella della cancellazione delle cartelle di Equitalia che rinuncerà cosi a recuperare interessi, sanzioni, ma non il pagamento dell'aggio forfettario fissato al 3%,invece che al 6%. Tale manovra è stata dunque ribattezzata maxi-condono fiscale ed è contenuta nella bozza del D.L. fiscale che si accompagna alla legge di stabilità 2017 presentata pochi giorni fa alla stampa dall'esecutivo.
LA SANATORIA
I contribuenti morosi potranno estinguere ogni debito pagando soltanto i tributi, senza le sanzioni e gli interessi di mora. I pagamenti potranno essere effettuati con un unico versamento o in quattro rate :in questo caso, però,scatteranno gli interessi previsti dalle operazione di rateizzazione.
Se si salta una rata, salta l’intera sanatoria. L’avvio della procedura deve avvenire entro il prossimo 21 gennaio.
CHI NON NE BENIFICIA
Sono escluse dalla sanatoria l’iva sui beni importati,LE MULTE,LE AMMENDE E LE SANZIONI PECUNIARIE che derivano da una sentenza penale di condanna.

SENZA BOLLO L'AUTO SI FERMA ALLA PROSSIMA REVISIONE.
Chi si aspettava la cancellazione dell'odiata tassa dovrà rassegnarsi. La norma che ha ricevuto il via libera dalla Commissione (e che deve ora passare in quella di bilancio), al fine di contrastare l'evasione sul bollo auto, prevede infatti che gli uffici del dipartimento dei trasporti, così come i centri di revisione controllino che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato la tassa di proprietà e di circolazione del mezzo e che lo stesso non sia sottoposto a fermo amministrativo.
Se le verifiche danno esito negativo, praticamente il mezzo non potrà più circolare finchè non sarà pagato il bollo.
Inoltre, una proposta presentata dal Pd come emendamento alla Legge di Bilancio, allo scopo di contrastare ulteriormente l'evasione della tassa di proprietà, già approvata dalla commissione Finanze alla Camera, prevede che chi è autorizzato per legge ad effettuate la revisione dei veicoli debba accertarsi anche dell’avvenuto pagamento del bollo auto e che sugli stessi veicoli non gravi il fermo amministrativo.
Solo dopo aver appurato che il proprietario sia in regola con il pagamento della tassa di circolazione e con quella di proprietà, infatti, si potrà procedere alla revisione, in caso contrario il proprietario è tenuto prima a regolarizzare le proprie posizioni debitorie prima di ottenere la revisione del veicolo.
Invero è utile ricordare che il bollo auto non è dovuto se caduto in prescrizione: in sostanza, se dopo il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, il contribuente non riceve un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Equitalia, Agenzia delle Entrate o altro ente preposto alla riscossione, il tributo non sarà più dovuto. 
Lo stabilisce l'art. 1, comma 163, della legge 296/06, il quale afferma che il titolo esecutivo (la cartella di pagamento) deve essere notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. 
Si tratta di una posizione avvalorata dalla giurisprudenza, come dimostra la recente sentenza della CTR di Catanzaro del 3 febbraio 2016 che avalla un orientamento sempre più favorevole al termine triennale in luogo di quello decennale sostenuto da diversi precedenti, anche di Cassazione (sent. n. 701/2014, S.U. sent. n. 5791/2008), in considerazione della presunta natura erariale del credito.

Come cambia equitalia?
I dipendenti rimangono gli stessi 
Niente esami per i nuovi ruoli 
Passaggio anche per il personale
sia quello a tempo indeterminato e anche quello non..

Saltano,le "contestate" procedure di selezione per i dipendenti di Equitalia che dovranno passare al nuovo ente economico Agenzia delle Entrate-Riscossione. Rimane ferma però "la ricognizione delle competenze possedute ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze dell'Ente". L'emendamento prevede altresì il trasferimento alle dipendenze dell'Agenzia anche del personale a termine e non solo di quello a tempo indeterminato.
Dovrai pagare il tuo debito del 70% in 3 rate entro il 2017 ed il restante dovuto entro il 2018
il termine per aderire alla sanatoria che dal 23 gennaio 2017 arriva alla fine di marzo.

I maggiori poteri del nuovo ente di riscossione
L'art. 3 del decreto fiscale, rubricato "potenziamento della riscossione", stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2017, l'Agenzia delle Entrate, potrà estendere l'utilizzo di tutte le banche dati in proprio possesso e delle informazioni alle quali è autorizzata ad accedere anche ai fini dell'attività di riscossione nazionale.
L'Ade potrà, inoltre, accedere, direttamente in via telematica, alle banche dati dell'Inps, al fine di acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego e utilizzare i dati per i propri compiti di istituto.
Perché,ho l’impressione di vedere un’azienda che sta fallendo e cambia nome?

AGENZIA DELLE ENTRATE CON LA COLLABORAZIONE DI "STUDI DI SETTORE VI CHIAMERA' AL TELEFONO..
L’Alert del Fisco arriva via web o sul cellulare – L’Agenzia inviterà i contribuenti coinvolti a consultare il Cassetto fiscale aggiornato con le comunicazioni di anomalia relative al triennio 2012-2014. L’invito del Fisco arriva direttamente agli interessati senza passare dalla buca delle lettere, in modo da permettere ai cittadini di verificare tempestivamente la propria situazione e scegliere se giustificarsi o ravvedersi. Le comunicazioni di anomalia saranno inviate agli intermediari delegati al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, un invito ad accedere al proprio cassetto fiscale arriverà, nei due prossimi fine settimana, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) attivati dai contribuenti e via mail o sms, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate

Il pignoramento finisce dopo 3 aste

La riforma delle processo esecutivo incide anche sulle aste pubbliche. Nello specifico viene previsto che, se la casa non viene venduta dopo il 3^ tentativo di ribasso, la procedura esecutiva si chiude e il bene ritorna nella disponibilità del proprietario. Diventa quindi più facile liberare l’immobile del debitore dal pignoramento e dall’ipoteca. Da un lato quindi si mira ad evitare il rischio di un deprezzamento dell’immobile per via del ribasso della base d’asta, dall’altro lato si stabilisce un tempo massimo di 6 mesi dell’iter della procedura. L’asta, deve essere svolta con modalità telematica, sempre che non sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori. Il dl modifica anche l'art. 532, 2^ comma, c.p.c e stabilisce inoltre che al 3^ tentativo di vendita andato deserto e in assenza di istanze di assegnazione, il giudice può stabilire un prezzo base inferiore al precedente fino al limite della metà. Viene inoltre disposto che gli interessati all’asta che vogliono presentare un’offerta di acquisto hanno il diritto di esaminare i beni in vendita entro 7 giorni dalla richiesta. Tale richiesta deve essere inoltrata con il portale delle vendite pubbliche. Il bene pignorato potrà essere assegnato dal debitore a favore di un terzo da nominare. E’ prevista anche la possibilità da parte dei professionisti delegati e dei giudici dell’esecuzione di effettuare distribuzioni anche parziali delle somme ricavate dall’esecuzione immobiliare, per ridurre i tempi tecnici. Il professionista delegato alla vendita deve stilare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro 10 giorni dall’ordinanza di vendita e poi rapporti periodici ogni 6 mesi.

Immediata esecutività del decreto ingiuntivo

Il dl sulle banche ha introdotto inoltre ‘ex novo’ l’art. 590-bis c.p.c. che dispone l’obbligo del creditore assegnatario di un bene immobile di dichiarare in cancelleria, entro 5 giorni dalla pronuncia del provvedimento di assegnazione in udienza o dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito il bene stesso. In assenza di tale dichiarazione, il trasferimento è fatto a favore del creditore. La riforma infine prevede, modificando l’articolo 648, 1^ comma, c.p.c. l’immediata esecutività del dl per le somme non contestate, anche se è in corso il giudizio di opposizione. Il decreto obbliga il giudice a concedere la provvisoria esecutività, anche se il debitore contesti un credito solo parzialmente, sulla parte non contestata.

 

 

Equitalia: 
La cartella nulla se la notifica va a vuoto senza ulteriori ricerche,
L’ufficiale giudizario non può lavarsi le mani e chiudere le operazioni di notifica semplicemente scrivendo sulla relata “sconosciuto in loco” !!
Se il contribuente impugna il pignoramento subìto dopo il preavviso di ipoteca o il fermo auto, sostenendo che nessuna cartella esattoriale gli è mai stata notificata prima, Equitalia, nel fornire la prova contraria, non può limitarsi a esibire una semplice notifica andata a vuoto per non avere l’agente notificatore trovato il destinatario all’indirizzo indicato sulla busta. È necessario dimostrare di aver tentato un’ulteriore e approfondita ricerca. È quanto chiarito dalla Cassazione con una ordinanza pubblicata poche ore fa
Cass. sent. n. 24082/15 del 25.11.2015.

Pignoramento stipendio e pensione:                                               limiti e regole

Il DL n. 83/2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.147/2015, introduce consistenti novità in materia fallimentare, civile e processuale civile e prevede, in particolare, nuovi limiti sul pignoramento della pensione e dello stipendio e prelievi forzosi sui conti correnti, misure previste nei casi in cui un creditore abbia a che fare con un debitore insolvente.

=> Pignoramento pensione: limiti e garanzie

Limiti di impignorabilità

Ad essere modificata è la quota della base pignorabile di stipendi, pensioni e altre somme ad essi assimilati (come TFR, indennità percepite in luogo delle pensioni, assegni, salari etc). Oltre ai nuovi limiti, il Decreto Legge n. 83/2015 fissa anche il cosiddettominimo vitale impignorabile. I limiti di impignorabilità definiti dal DL 83/2015 riguardano solo le somme accreditate derivano da pensioni o stipendi, mentre le somme aventi causale diversa possono essere bloccate dagli istituti di credito senza alcun limite.

Violazione dei limiti

Nell’eventualità in cui il creditore dovesse violare i nuovi limiti, il pignoramento viene annullato con riferimento alle sole somme eccedenti la soglia di non pignorabilità.

=> Il pignoramento Equitalia è nullo se sproporzionato

Tempistiche

Da sottolineare che per la definizione dei limiti di impignorabilità diviene fondamentale il momento in cui le somme vengono accreditate sul conto, se prima o dopo il pignoramento:

  • per quanto riguarda le somme che vengono accreditate prima del pignoramento, il minimo vitale impignorabile viene fissato a tre volte l’assegno sociale previsto per legge (1.345,56 euro, pari a 448,52*3);
  • gli importi accreditati che superino tale importo, può essere pignorato solo un quinto. Per le cifre accreditate dopo il pignoramento, questo può riguardare solo la differenza tra l’importo mensile accreditato e un valore pari all’assegno sociale moltiplicato per 1,5 (672,76 euro).

Per i crediti dello Stato, del Comune o della Provincia il limite è pari ad 1/5 della base pignorabile, per i crediti alimentari la misura viene stabilita direttamente dal giudice, mentre per i pignoramenti di diversa natura il limite è rappresentato dalla metà della base pignorabile.

Fonte: Gazzetta Ufficiale.

Causa di forza maggiore, niente sanzioni                 per tributi pagati in ritardo

Non è sanzionabile il contribuente che non versa i tributi entro i termini per cause di forza maggiore: lo stabilisce la Commissione tributaria regionale del Piemonte. La sentenza n. 526/34/2015 ha origine dalla sanzione amministrativa irrogata dall’Agenzia delle Dogane a una società per ritardato versamento delle rate di acconto delle accise 2008-2009 e per inesatta compilazione della dichiarazione di consumo.

Tributi in ritardo

 

Causa elevatissima morosità dei propri clienti, in particolare enti pubblici e pubbliche amministrazioni, l’impresa aveva provveduto al pagamento in ritardo, con la conseguente contestazione delle Dogane e relative sanzioni pecuniarie.

Dopo l’annullamento della sanzione da parte del giudice di primo – ritenendo il caso rientrante nella fattispecie di non punibilità della causa di forza maggiore (Decreto legislativo n. 472/97 articolo 6, comma 5) – l’Agenzia delle Dogane presentato ricorso alla CTR del Piemonte, respinto per comprovata forza maggiore, ossia morosità e insolvenza dei clienti.

«La morosità della P.A. è stata convenientemente ed esaurientemente documentata e provata dalla società contribuente. [...] l’assenza temporanea di liquidità  [...] configura la situazione e l’ipotesi della causa di forza maggiore [...] di conseguenza le sanzioni, così come comminate nell’atto di contestazione, non sono dovute».


Elenco beni non pignorabili: quello che né Equitalia né i creditori potranno portarti via

Ci sono dei beni che non possono essere pignorati da Equitalia o dai creditori privati, altri invece - come la prima casa non di lusso - sono off limits solo per il Fisco. Ma vediamo quali sono i beni che non possono mai costituire oggetto di pignoramento.

Beni non pignorabili da equitalia

·         Prima casa - Il fisco non può pignorare la prima casa se è l'unica, non di lusso e il debitore vi ha fissato la propria residenza. In mancanza di detti presupposti, Equitalia può scrivere l'ipoteca e anche pignorare l'immobile, a condizione che il suo credito sia superiore a 120mila euro.

·         Stipendio - Equitalia non può pignorare più di un decimo dello stipendio se questo non supera i 2500 euro mensili, più di un settimo se è compreso tra 2500 e 5000, più di un quinto se è superiore a 5.001 euro.

·         Pensione - Non può mai pignorare la pensione se è inferiore all'assegno sociale aumentato della metà (per il 2015 era 448,52 + 224,26 =672,78 euro). Si tratta del cosiddetto "minimo vitale".

·         Conto corrente - Non è possibile il pignoramento dell'ultimo stipendio o pensione accreditato sul conto.

Beni non pignorabili dai creditori privati

·         Stipendio e pensione - sono pignorabili entro un massimo di un quinto, per la pensione deve essere rispettato il minimo vitale

Limiti per i creditori privati e per Equitalia

·         Conto corrente su cui viene versato lo stipendio o la pensione - il creditore non potrà mai pignorare un importo pari al triplo dell'assegno sociale (per il 2015 erano 1345,56 euro). In ogni caso il pignoramento non può mai essere superiore a un quinto.

·         Conto corrente su cui non viene versato solo lo stipendio o la pensione: in questo caso il pignoramento può essere pari al 100%

·         Polizze vite non sono pignorabili

 

·         Mobili di casa - non sono pignorabili i letti, tavoli da pranzo e le sedie, armadi, cassettoni, frigoriferi, stufe, fornelli da cucina, utensili da casa e il mobile che li contiene.